No. 344/2006
† Il Metropolita IOSIF
Cristo - La Nostra Pace
Lettera pastorale
alla nascita del
Signore 2006
a t u t t o i l c l e r o, a i m o n a c
i e
a l p o p o l o o r t o d o s s o
d i t u t t a l a M e t r o p o l i
a
„Betlemme, preparati! Presepio, adornati! Grotta,
ricevi!
La Verità è arrivata, l’ombra se n’è andata ed il Dio dei
mortali
È nato dalla Vergine, prendendo il nostro viso e divinizzando il
corpo.
Per questo, Adamo diventando uomo nuovo, grida insieme a
Eva:
La Misericordia è venuta in terra per salvare la nostra specie
.”
Dalla messa dell’avanti-festa,
Inno composto da san Sofronio di Gerusalemme
Reverendo Padre,
Carissimi Fedeli nel nostro Signore Gesù Cristo,
La festa della Nascita del Signore è di nuovo un’occasione di
grande gioia spirituale per noi cristiani. La pace e la gioia
sgorgano dal trono della Tuttasanta Trinità sul mondo intero, su
tutti i mortali. Ora, quando la nostra salvezza è più
vicina (Romani 13,11), quando L’Uno dalla Trinità, Il
Figlio del Padre, nasce nella povera mangiatoia degli animali,
diventata palazzo e tempio divino, il cielo e la terra si danno
la mano e si uniscono per riportare la pace tra l’uomo e Dio.
Ora, la grazia della Trinità trabocca sul mondo tramite Il
Figlio, Colui Che nell’eternità nasce dal Padre senza madre, e
nel mondo, nasce ora, alla „pienezza del tempo” (Galati
4,4), da una madre e senza padre. Nella mangiatoia di Betlemme,
Dio, mostrandosi a noi, ci fa scoprire la pace che ha preparato
al mondo tramite Suo Figlio. „ Gloria a Dio nell’alto dei cieli e
pace sulla terra, tra gli uomiini buona volontà”, annunzia il
cielo tramite i Suoi angeli. Nel presepio accogliente di
Betlemme, il mistero del volere del Signore per la salvezza di
noi peccatori, si rivela più splendente che mai, così come ne
avevano parlato i profeti dell’Antico Testamento „E tu, Betlemme
di Efrata, così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da
te mi uscirà Colui che deve essere il dominatore in Israele; le
Sue origini sono dall`antichità, dai giorni più remoti.”
(Michea 5,1); „Il popolo che camminava nelle tenebre vide
una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una
luce rifulse... Poiché un Bambino è nato per noi, ci è stato dato
un Figlio. Sulle Sue spalle è il segno della sovranità ed è
chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre,
Principe della pace” (Isaia 9,1,5). La nostra debolezza umana ha
distrutto la pace con Dio e ci ha condannati alla solitudine,
all’isolamento, alla morte, che è inimicizia con Dio. Colui che
sarebbe venuto è annunziato dai profeti comme „Signore della
pace”, Colui in Cui Il Padre celeste mette tutto il Suo amore per
noi e tramite Cui ci viene incontro con pace, come una volta
incontro ad Adamo ed Eva, che fuggendo si sono nascosti al Suo
viso. Ed ecco come il Pargolo divino, grazie all’immensa
misericordia della Tuttasanta Trinità, Si pone tra noi e il
Padre, diventando il nostro mediatore e il nostro conciliatore
con Suo e nostro Padre. Così Lo presenta anche san Paolo: „Egli
infatti è la nostra pace, Colui che ha fatto dei due un popolo
solo…” (Efesini 2,14); „Perché piacque a Dio di fare abitare in
Lui ogni pienezza e per mezzo di Lui riconciliare a Sé tutte le
cose, rappacificando con il sangue della Sua croce, cioè per
mezzo di Lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli.
…” (Colossesi 1,19-20). La pace è prima di tutto il nostro legame
con Dio, che ritroviamo con Cristo e in Cristo, nei confronti del
Padre celeste. Essa nasce e cresce dentro di noi dal battesimo e
fino alla morte, e durante tutto questo viaggio noi non siamo più
soli; il Pargolo nato nella mangiatoia di Betlemme ci mostra la
via, diventa Lui Stesso la nosta Via, affinché non brancoliamo
nell’ignoranza, ma possiamo andare con Lui direttamente alla
nostra meta.
Carissimi fedeli,
La pace che Cristo ci porta è per ora e per questo mondo. Se non
l’abbiamo qui, rischiamo di non averla neanche nell’eternità. La
parola che ha accompagnato Cristo dalla grotta di Betlemme e fino
alla Croce, passando per la discesa nell’inferno, e poi nei
giorni della Sua Risurrezione e dei ripetuti incontri con i Suoi
discepoli fino alla Sua Ascensione al Cielo, è stata la parola
Pace. Cristo è venuto per predicare la pace, essendo Lui Stesso
la Pace. Lui è „Signore della pace” senza frontiere, pace che non
impone, ma propone alla nostra libertà, di coloro che siamo stati
creati secondo l’immagine di Dio, cioè liberi. „Beati i
pacificatori...”. „In questa beatitudine - dice san Giovanni
Grisostomo – Il Signore vieta non solo la discordia e l’odio fra
la gente, ma chiede qualcosa di più: riconciliare i nemici. E
aggiunge una ricompensa spirituale perché saranno chiamati figli
di Dio (Matteo 5,9)”. Non possiamo essere chiamati figli di Dio e
fratelli di Cristo, senza diventare noi stessi dei pacificatori,
come Colui che ci ha riconciliati con il Padre. Ma Cristo vuole
riconciliarci non solo con il Padre, ma con tutti coloro con cui
siamo in discordia.
Mai nella storia dell’umanità la parola pace è stata utilizzata
più spesso che in questo ultimo secolo. Quale tra noi, uomini,
non desidera la pace? Ma come è difficile trovarla! Quanta
infelicità portano nella nostra vita, o nelle nostre famiglie,
l’inimicizia, l’odio, l’agressività umane? Per poter uscire da
questa difficoltà bisogna ricevere Cristo e la pace che Lui ci
propone, la pace che sgorga dal dono del perdono, dal dono della
libertà in confronto agli oggetti effimeri di questa vita. Questi
sono doni che Cristo Stesso ha portato nel mondo tramite la Sua
incarnazione, riconciliandoci con il Padre, attraverso il
perdono. „Vi lascio la pace, vi do la Mia pace. Non come la dá il
mondo, Io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non
abbia timore… Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in Me.
Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; Io ho
vinto il mondo!". (Giovanni 14,27 e 16,33). Cristo ha
vinto il mondo del peccato e dell’ingiustizia con la Sua pace che
anche noi riceviamo in dono in tutte le preghiere e le
celebrazioni della Chiesa. Ad ogni celebrazione sentiamo il prete
riprendere la parola di Cristo, detta ai Suoi discepoli dopo la
Risurrezione: Pace a voi!’ oppure Pace a tutti! La domanda che
dobbiamo sempre farci è: sono un uomo della pace? sto lottando
per far venire la pace nella mia anima e nelle anime delle
persone che mi stanno intorno? Seguendo il Cristo, vivendo con
Lui, ricevendo e moltiplicando il dono della pace, diventiamo
anche noi fautori di pace, diventiamo figli di Dio. „Perché
vedendo Colui che ha voluto diventare come uno di noi, ed essendo
noi visti da Lui, - dice San Simeone il Nuovo Teologo – siamo
diventati degni di assomigliarGli, così come succede a qualcuno
che vede da lontano il viso dell’amico e parla con lui e gli si
rivolge e sente la sua voce.” Sia che la voce di Cristo ci
porti anche oggi, e nei secoli dei secoli, la pace.
In questo santo giorno della Nascita di Cristo auguro a tutti
buone feste, salute, forza e coraggio spirituale nel portare
tutte le difficoltà della vita, vi auguro prosperità nella vita
dei vostri figli – che non dovete lasciare senza Cristo, senza i
doni che Lui ha portato nella nostra vita e che noi dobbiamo
trasmettere anche a loro.
Vi ringrazio per la vostra solidarietà con coloro che anche
quest’anno hanno sofferto in Romania a causa delle alluvioni,
specialmente nel sud, vicino al Danubio, e che gioiranno del
vostro amore, di coloro che siete lontani.
Tanti auguri!
† I l M e t r o p o l
i t a I o s i f
Parigi, Nascita del Signore, 2006