No. 200/1° maggio 2005

† I L M e t r o p o l i t a I O S I F

Lettera pastorale per la santa Pasqua 2005

a t u t t o i l c l e r o, a i m o n a c i, e a l p o p o l o o r t o d o s s o d i t u t t a
l a M e t r o p o l i a

„Rimaniamo nella Luce di Cristo”

Reverendo padre,
Carissimi fedeli,

C R I S T O E’ R I S O R T O !

La Santa Pasqua, la Risurrezione del Signore, è la festa più splendente della cristianità e il fondamento della nostra fede. Tramite la Sua Risurrezione dai morti, Gesù Cristo ci rivela, in maniera perfetta, essere il vero Dio. Inoltre, ci scopre anche il mistero della nostra propria risurrezione dai morti, perchè, „risurgendo Lui stesso il terzo giorno, ... Si è fatto premessa ai morti” (Liturgia di San Basilio il Grande). Ed il Santo Apostolo Paolo ci dice: „come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo” (I Cor 15, 22).

Fin dal Battesimo, la Risurrezione di Cristo lavora dentro di noi. Tramite il Battesimo ci “rivestiamo di Cristo” e diventiamo partecipi di tutto quel che è Suo, dunque anche della Risurrezione. Nel Battesimo – l’immersione nell’acqua – rinasciamo in Cristo risorto, diventando partecipi della grazia della Risurrezione, della luce della Risurrezione di Cristo. Proprio per questo abbiamo nelle mani la luce, una volta fuori dall’acqua del battesimo. Si tratta della luce materiale, ma che ci fa pensare a quella immateriale, della presenza dentro di noi di Cristo risorto. Perciò il Battesimo (l’immersione nell’acqua) viene chiamato anche la Santa Illuminazione. Nel Battesimo riceviamo Cristo dentro di noi e viviamo illuminati dalla presenza della Santissima Trinità, presenza che cambia la nostra vita tramite l’amore che il Padre Celeste ci mostra in Suo Figlio Morto e Risorto; questo stesso amore Il Padre lo pianta dentro di noi attraverso la presenza dello Spirito Santo, che Si riversa su di noi e dentro di noi sempre al Battesimo.

Nel Suo grande amore, tramite la misericordia, la bontà e la mansuetudine senza misura per le pecorelle smarrite, Dio prende la nostra sofferenza e perfino la morte sopra di Sé, per portarci la luce: un’altra luce, la Luce della vita in Cristo, tramite cui capiamo il senso di tutto quello che Dio ha creato e prima di tutto il senso della nostra vita, che non siamo fatti per la morte, bensì per la vita. Al Battesimo riceviamo la luce di Cristo, poi torniamo a cercarla, in maniera simbolica e reale nello stesso tempo, nella notte di Pasqua, anno dopo anno – ma è solo per ricordarci e per credere che di fatto questa luce si trova dentro di noi. Nella santa notte della Risurrezione, la luce di Cristo rimane nuovamente, con grande forza, dentro le nostre anime assetate, perché cerchiamo e desideriamo il Cristo, Colui Che abbiamo ricevuto al Battesimo e che fin da allora abbiamo seguito; Lui Stesso ci sta cercando e fa luce nel nostro inferno e nella nostra morte tramite la Sua Risurrezione.

La luce della grazia e della presenza di Cristo, la viviamo e l’abbiamo anche quando - dopo averla perduta a causa del peccato e della dimenticanza, oppure cercando ignoranti soltanto la luce che viene dalla saggezza di questo mondo - ci mettiamo ai piedi della Croce di Cristo e capiamo l’amore senza fine che prova per noi; così riusciamo a vedere, al di là della Croce, del Golgota, l’alba della felicità eterna che ci aspetta tramite la Sua Risurrezione. Dalla sofferenza e dall’agonia della Croce, dalle tenebre della tomba, risorgerà la Luce intramontabile della Risurrezione. Nel giardino Getsemani e sulla Croce, Il Dio – Uomo vive e sente come un mortale tutti i nostri tormenti, tutte le nostre paure e le nostre debolezze. Lui vive tutto questo per amore verso di noi, ma anche perché si abbandona al volere del Padre. “Non sia fatta la Mia, ma la Tua volontà”, dice Gesù nel giardino Getsemani, e poi, sulla Croce: "Padre, nelle Tue mani consegno il mio spirito". (Luca 23, 46). Ed ecco che ad un tratto i frutti dell’amore e dell’obbedienza si fanno vedere e tutto viene capovolto. “La Croce dinventa Risurrezione. La Croce annuncia la Pasqua... L’inferno e la morte spariscono davanti al fuoco dell’amore divino, come una goccia insignificante di odio.” La morte diventa ora solo un passaggio verso la Vita. Le porte dell’inferno sono state spezzate, ed ora entra la luce della Divinità, la luce del Tabor, che Cristo ci fa vedere tramite gli Apostoli proprio prima della Sua discesa nella morte e nell’inferno. E tutto, perfino l’inferno, sarà bagnato dalla luce della Risurrezione.

La luce ci viene dal Dio-Uomo Che spezza le catene dell’inferno e fa penetrare dappertutto la Sua luce : nei cieli, sulla terra, e perfino nell’inferno.

Noi abbiamo paura della vita, della morte, del mondo e delle persone solo quando non abbiamo la luce di Cristo.

Ma come fare per rimanere nella luce di Cristo? E’ solo Lui a potercela regalare e rinnovare, tramite il perdono. Tuttavia, se noi vediamo le nostre debolezze e i nostri errori, vuol dire che ci resta un pò di luce; ma finché non allontaniamo le debolezze e gli errori, questa luce non è compiuta. Nella Parola e nella vita di Cristo troviamo la vera Luce. Oggi, il mondo in cui viviamo ha un grande bisogno di questa luce, che sta cercando, ma che non trova perché se la immagina diversa. La luce di Cristo è dentro di noi e il mondo la vede anche tramite noi, i cristiani. Questa luce viene da Lui: "Io sono la luce del mondo; chi segue Me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita". (Giovanni 8, 12). „ Voi siete la luce del mondo... Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Matteo 5, 14, 16).

Perché ci sia la luce e per poterla diffondere intorno, prima di tutto bisogna avere la Luce. Per averla, bisonga cercarla. Per cercarla, bisogna sapere dove. E la Luce è Cristo Stesso, Che vivendo dentro di noi fa di ciascuno di noi una luce del mondo.

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,

Illuminati dalla luce della Risurrezione, pregate il nostro Signore Gesù Cristo che vi aiuti a compiere le buone opere a cui Lui ci chiama.

C R I S T O E’ R I S O R T O !

† I l M e t r o p o l i t a I o s i f

Parigi, Santa Pasqua
2005