No. 377/2005

† Il Metropolita Iosif

GESU’-nostro fratello

Lettera pastorale alla Nascita delSignore 2005
a tutto il clero, ai monaci e al popolo ortodosso di tutta la Metropolia

„...oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è il Cristo Signore.” Luca 2, 11

Reverendo Padre,
Carissimi Fedeli,

Rendiamo grazie a Dio perché ecco, dopo quaranta giorni di quaresima, anche quest’anno possiamo godere della Festa della Nascita del Signore. La quaresima che precede la festa è stata e continua ad essere per i cristiani una preparazione benedetta, che apre i nostri occhi non soltanto su questo mondo in cui viviamo ora e in cui Cristo diventa uomo, ma anche sul fatto che questo mondo è perituro. Ma non abbiamo più paura della fine di questo mondo, perchè proprio per questo Cristo si fa uomo, ci viene incontro. Si fa Bambino oggi per salvarci dalla morte. „Non temete! - dice l’angelo ai pastori - perché ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore.”(Luca 2, 10-11). Durante tutto l’Avvento impariamo a conoscere il nostro Salvatore soprattutto come „Colui che viene, Colui che desidera stare con noi”. Il profeta Isaia ci svela il nome di Colui che nascerà dalla Vergine, cioè Emmanuele, che significa „Dio è con noi” (Isaia 7, 14) Il nome esprime proprio la realtà dell’Incarnazione del Verbo di Dio, che diventa come uno degli uomini, Che „... venne ad abitare in mezzo a noi, e noi vedemmo la Sua gloria” (Giovanni 1,14). Non siamo più soli e neanche abbandonati nella nostra incapacità umana di sorpassare i limiti di questo mondo e di questa vita. „Dio è con noi”! Abbiamo vissuto più intensamente questa verità durante l’Avvento, tempo di preparazione che la Chiesa ci propone durante questi 40 giorni. Oggi riceviamo Cristo – Bambino in mezzo a noi e nei nostri cuori tramite la fede che Dio Stesso ha piantato in noi tramite Il Suo Santo Spirito, Che fortifica in noi l’uomo interiore, perché „il Cristo abiti per la fede nei nostri cuori”, perché siamo radicati e consolidati nell’amore di Cristo, amore oltre la conoscenza, perché siamo ricolmi „di tutta la pienezza di Dio” (Ef. 3, 16-19)

Carissimi fedeli,

Nell’anno che finisce tra qualche giorno, il mondo intero ha attraversato tante prove difficili. Centinaia di miliaia di persone sono morte, altre centinaia sono rimaste senza tetto, senza lavoro oppure infermi per la vita. Molti di voi siete stati e siete misericordiosi verso questi nostri simili che soffrono, sia con quelli della lontana Asia, sia con quelli americani, sia con quelli dell’Europa invasa dalla siccità oppure dalle inondazioni. Siete stati misericordiosi verso quelli della Romania, che hanno sofferto e che soffrono ancora a miliaia a causa delle acque. Quanta sofferenza sulla terra in solo un anno! Ma abbiamo tutti visto e sentito quanta misericordia e quanta bouna volontà c’è da parte degli uomini di tutto il mondo.

E se noi, fiacchi e peccatori, sappiamo essere misericordiosi e sostenere quelli che soffrono fisicamente, a maggior ragione Dio – il nostro Padre celeste – ci è vicino, noi che suami a Sua immagine e somiglianza, noi che siamo stati adottati tramite l’Avvento di Suo Figlio. San Giovanni Evangelista dice : „A quanti però l`hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio, a quelli che credono nel Suo nome” (Giovanni 1, 12) „Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio” (1 Giovanni 3, 1). Non dimentichiamo quanto Il Signore ama il mondo! La Festa della Nascita di Cristo è la prova vivente dell’amore divino. „Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna.” (Giovanni 3, 16). Il Cristo non solo ci ama, ma ci chiama anche ad amarci tra noi uomini, a essere misericordiosi e fraterni. Dalla Sua Incarnazione, questa non è più una chiamata esterna, da parte di un dio che starebbe lontano da noi, in un universo sconosciuto e inaccessibile. Si tratta di una chiamata dall’interno della nostra natura umana che Il Figlio di Dio prende dalla Vergine Maria e tramite cui vive la nostra umanità, perché noi possiamo vivere la Sua divinità, nella grazia. Cristo diventa nostro fratello. „Infatti, Colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da Uno Solo; per questo non si vergogna di chiamarli fratell,...” (Ebrei 2, 11)

Ecco il grande mistero a cui Cristo ci chiama oggi : essere Suoi fratelli, così come Lui Si è fatto nostro Fratello. Lui ci chiama a vivere la fraternità con coloro che abbiamo vicino, con coloro che hanno bisogni e manchi spirituali e materiali, umili, insignificanti, nostri simili a cui Cristo Si identifica. „In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l`avete fatto a me.”(Matteo 25, 40)

Carissimi fedeli,

Desidero porvi a cuore ancora una cosa legata alla spiritualità. Le Sacre Scritture ci nutrono e ci danno grazia. Tutta la nostra vita di cristiani si fonda sui Vangeli che Il Signore Gesù Cristo ci ha lasciato come santa eredità tramite i suoi Santi discepoli e apostoli. E per questo che vi consiglio di leggerle a casa vostra, con rispetto e preghiera, perche vi siano nutrimento e guida nella vostra vita piena di inquietudini e difficoltà e perché capiate che non siete soli. Vegliate anche sulle anime dei vostri bambini, perché anche esse si nutrano anche delle cose spirituali, con il Verbo di Dio perché siano fortificati nella vita che li aspetta più tardi.

Oggi, quando cantiamo insieme agli angeli „Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace sulla terra, tra gli uomini buona volontà”, anch’io rendo grazie a Dio e vi ringrazio per la buona volontà con cui avete aiutato i nostri fratelli romeni che soffrono a causa delle innondazioni, tramite la colletta che abbiamo fatto nelle nostre parrocchie. Alcune famiglie del dipartimento di Galati abiteranno in case nuove, edificate dalla fondazione tramite la vostra cura e i vostri contributi e ora, a Natale si rallegreranno che anche noi, da lontano, non li abbiamo dimenticati nelle loro sofferenze.

Auguro a tutti Buone Feste e un Anno nuovo benedetto, pieno di gioie spirituali e di realizzazioni. Che la volontà del Signore vi guidi su tutte le strade della vita!

† Il Metropolita Iosif
Parigi, Nascita del Signore 2005