Metropolia Ortodossa Romena dell'Europa Occidentale e Meridionale
No. 154/2004
+ Il Metropolita Iosif
LETTERA PASTORALE PER LA SANTA PASQUA 2004
A tutto il clero, ai monaci e al popolo ortodosso di tutta la Metropolia
"Oggi una Pasqua divina ci è stata rivelata una Pasqua nuova e santa… Pasqua il Cristo redentore ... Pasqua che ci apre le porte del Paradiso, Pasqua che santifica tutti i fedeli"
Reverendo Padre, Cari Fratelli e Sorelle,
CRISTO E’ RISORTO !
Nella nostra vita di cristiani, non c'è un momento, né una festa dell'anno che aspettiamo di più che la Notte della Santa Pasqua, la Notte della Risurrezione. E giustamente, poiché in questa notte si è messo fine alla tirannia della morte e alla nostra paura della morte, malattia che tutti portiamo dentro. In questa notte scopriamo e conosciamo Dio in un altro modo: scopriamo che Egli non ho valuto per noi il male e la morte. Sappiamo che non dobbiamo più aver paure di Lui, sappiamo che ci ama, sappiamo che non ha risparmiato Suo Figlio per poterci chiamare dalla morte alla vita. II Cristo porta la sofferenza della nostra morte sulla Croce e ci fa passare con Lui “dalla morte alla vita e dalla terra al cielo” diventando Lui stesso la nostra Pasqua.
Nel cuore della notte, uniti nella preghiera il nostro cuore è scosso da un fremito; l'attesa della voce che ci chiama a prendere la Luce santa, a ricevere il Cristo e a lasciarlo entrare nella nostra anima. Forse nel nostro intimo ci sono le tenebre causate da atti, pensieri, intenzioni, conflitti, desideri, dalla paura ! Tuttavia il Cristo viene ci dice “... Non temere ! Io sono il Primo e l'Ultimo e il Vìvente . Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferì.” (Ap. 17-18 ). Noi siamo stupiti: che cosa avremo potuto desiderare d'altro se non uscire dalla morte dall'inferno ? Ma quali sono le chiavi ? Di che natura sono ? “Io sono la risurrezione e fa vita; chi crede in Me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno...” (Gv. 11, 25-26 ), dice Cristo a Marta e a Maria, le sorelle di Lazzaro, il morto da quattro giorni che Egli sta per far uscire dal sepolcro. Ed esse hanno creduto ! E' ciò che il Cristo ci chiede: la fede. Nella notte della Resurrezione noi sentiamo che Cristo arricchisce la nostra fragile fede di molta grazia e ci sentiamo portati verso la resurrezione. E qual è l’altra chiave ? Il perdono. Dalla croce si diffonde la preghiera che il Cristo indirizza al Padre celeste per coloro che l’hanno crocifisso o che hanno acclamato a gran voce la Sua crocifissione, o che lo crocifiggeranno e che acclameranno la sua crocifissione per tutti e per tutti i tempi, egli ha gridato e grida sulla croce: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno". (Lc. 23 , 34). Sulla croce, e poi resuscitando dal sepolcro, Cristo dà anche a noi il potere di perdonare e ci domanda di perdonare. Quante volte il Signore ci dice che se non perdoniamo non saremo perdonati ? e ci invita a perdonare coloro che ci offendono e ci perseguitano e coloro di cui subiamo le ingiustizie e a pregare per loro ? Poi Egli, fiducioso, ci mette nelle mani la chiave e ci dà il potere di amare, altra chiave che apre le porte dell'inferno e della morte. Consideriamo il comandamento di amare il prossimo che Cristo da ai suoi apostoli; “Vi do un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni gli altri; come vi ho amato, cosi amatevi anche voi gli uni per gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv. 13, 34-35). E ricordiamoci di ciò che Egli diceva, alle folle che lo ascoltavano: “... amate i vostri nemici a pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, …Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.” (Mt. 5, 44-48 ), Troveremo molti di questi comandamenti e di queste parole di vita che il Cristo ci ha dato per nutrire la nostra anima. Tuttavia oggi lasciamo ciò che è stato scritto e detto e guardiamo Cristo sulla Croce. Davanti a noi sulla croce. Egli è stato ed è il Perdono, incarnato e crocifisso, donato a noi e al mondo alla preghiera del Cristo. Davanti a noi sulla croce c’è l’Amore crocifisso: la morte e l'inferno presto non potranno più trattenerlo. Ecco le chiavi della vita che Cristo possiede e che ci ha dato. Dal sepolcro è scaturito il perdono per noi e l’amore sacrificale del Cristo non ha potuto essere chiuso nella morte. Crediamo nell’amore e nel perdono del Cristo ! E domandiamoli per poter gustare la gioia infinita della vita alla quale ci comunichiamo in ogni celebrazione delta divina liturgia. Il segno dell’amore e del perdono che il Padre ci da, per mezzo di Cristo, ci è dato qui sulla terra con la santa Comunione, che san Basilio il Grande chiama nelle preghiere dello santa liturgia “viatico per la vita eterna”.
E se oggi il Cristo mette in noi il seme della resurrezione con la Sua Resurrezione non dimentichiamolo e non banalizziamolo. Abbiamo fiducia nel Cristo, affidiamoci a Lui senza più temere per noi stessi amiamo e per mezzo di lui confidiamo anche negli altri. Mostriamoci capaci di perdonarli e di amarli; mostriamoci capaci di sacrificarci, nella certezza che in Lui, nel Cristo “ciò che si consuma nell'amore non muore, ma risuscita il terzo giorno”. “Quando non possiamo innalzare il nostro cuore fino a lui, cerchiamo il Cristo più in basso”*. Là dove un nostro fratello, un essere umano, il Cristo aspetta un bicchiere d’acqua, un pezzo di pane, uno sguardo d’amore che fa bene all’anima, un pensiero buono, una mano tesa che possono essere i segni della nostra risurrezione. Cristo ci aspetta qualche volta, per incontrarci “più in basso di noi stessi, nei suoi figli più sofferenti e più disprezzati”*. Abbiamo l'audacia di vedere Colui che e la nostra Pasqua, il Cristo, e di vivere con lui e per lui.
Non posso dimenticare di ricordarvi i nostri fratelli che sono morti in Spagna, a Madrid, colpevoli soltanto del desiderio di vivere, Credo che essi siano per noi una testimonianza vivente di quanto il mondo in cui viviamo abbia più che mai bisogno della preghiera di tutti: una preghiera veramente vivificante, quella del Cristo, Egli che ha le chiavi della morte e dell’inferno - morte e inferno nei quali molti desiderano vedere il mondo di oggi - Egli che ha le chiavi del perdono e dell’amore, senza i quali il nostro mondo non potrà vivere.
Auguro a tutti voi, ai preti che sono al servizio dei nostri tanti altari e di voi fedeli, e alle vostre famiglie una santa Pasqua e molta gioia e luce. Quest’anno i cristiani del mondo intero festeggiato la Pasqua nello stesso giorno. Non esitate a salutarvi reciprocamente, li dove vivete fra altri cristiani; non perdete ciò che abbiamo imparato e ciò di cui testimoniamo con i nostri antenati nei giorni del tempo di Pasqua; salutiamoci con l’espressione più bella e più incoraggiante: Cristo è risorto ! E rispondiamo: E’ veramente risorto ! Vi esorto a non dimenticare questo saluto a causa del mondo nel quale vivete e a insegnarlo ai vostri figli. In queste parole è compreso tutto il mistero della nostra fede in Cristo, il Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, diventato per amore nostro, nostro Fratello e nostro Salvatore.
CRISTO E’ RISORTO !
+ Metropolita Iosif
Parigi, santa Pasqua 2004
* Citazioni da: “Un monaco della chiesa d’Oriente, Au coeur de la furnaise”, ed. Le Cerf, Paris 1998; Marko Iavan Rupnik, Cuvinte destre om, ed. Diesis, Sibiu 1997; Olivier Clément, Anachroniques, ed. Desclée de Brouwer, Paris 1990.